Mario Buonofiglio

Salta la rana
sulla forma del sasso
— riflesso d’acqua.


Heinrich Hinata Nakamura (Berlino 1908 - Tōkyō 1978) Leggi di più...

Mario Buonofiglio

 




Alcyone

 




AUTORE DELLA SCOPERTA

IL CALENDARIO REALE
NASCOSTO NELL'
ALCYONE
DI D'ANNUNZIO
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Mario Buonofiglio: critico letterario, ha pubblicato studi sulla poesia italiana del Novecento e del Duemila, con sconfinamenti nei classici ed è autore della scoperta del calendario nascosto nell'Alcyone di d'Annunzio.
Condirettore della storica rivista «Il Segnale», è particolarmente interessato alla metrica italiana e alle nuove metriche, e in quest’ambito scientifico ha sviluppato delle originali analisi, tra le quali si segnalano, a titolo di esempio: la rilettura ritmica dell'Infinito leopardiano e l'individuazione del «ritmo della città» nella Ragazza Carla.
Tra le attività: ha scritto per la redazione milanese di un quotidiano nazionale e ha ricoperto l'incarico di 'lettore' in una casa editrice.

Citati in studi specialistici ed enciclopedie, tra le quali si segnala la Treccani cartacea e digitale, molti articoli sono disponibili anche su → Academia. Qui, sul sito dell'autore, è possibile leggere e scaricare una scelta di articoli critici e altri scritti di natura narrativa; per il link si consiglia di utilizzare l'indirizzo completo della connessione sicura: https://www.buonofiglio.it. Altre informazioni relative alla partecipazione dell'autore ad eventi letterari sono reperibili sul sito della rivista → «Il Segnale».

Mario Buonofiglio: literary critic, he chiefly deals with contemporary poetry. His main field of scientific interest: Italian metrics. He is the co-director of the historic literary review «Il Segnale», specialized in the analysis and disclosure of the contemporary poetry. Moreover, he is the editor of other literary paper magazines. His articles are also available on the web.

Critica letteraria
Saggi e articoli critici su riviste cartacee

Elio
Pagliarani


Mario Buonofiglio, Il suono di sottofondo della città e i turbamenti ritmici della Carla del Pagliarani, in «Il Segnale», XXXI (2012), 93.
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virgolette aperte   Elio Pagliarani, nella Ragazza Carla , trasforma il verso in serialità ritmica —ch'è uno dei tratti distintivi dell'epoca industriale—, assemblando materiali letterari di tutti i tipi, vecchi e nuovi. Pagliarani fa la raccolta poetica differenziata: recupera “spazzatura” lirica, materiali di scarto della tradizione, e li riutilizza creando una n(u)ovissima forma espressiva. La fusione di scorie ritmiche e nuovi sound, portata a termine in un'Officina Poetica d'avanguardia, è perfetta perché, come vedremo, dietro la struttura irregolare del poemetto polimetro, composto prevalentemente di versi lunghi, c'è un preciso modello astratto di riferimento, ben oliato dalla tradizione...   virgolette chiuse

Patrizia
Vicinelli


Mario Buonofiglio, Linguaggio “ancestrale” e sperimentazione linguistica nell’opera di Patrizia Vicinelli, in «Il Segnale», XXXII (2013), 95.
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virgolette aperte   I due testi della Vicinelli analizzati nel presente saggio, I fondamenti dell'Essere e Non sempre ricordano (poema epico), rappresentano due mondi conflittuali che si riflettono l'uno nell'altro intersecandosi e respingendosi (come Terra onirica e City caotica). La lingua di Non sempre ricordano è sperimentale; ma è anche, allo stesso tempo, arcaica (si notino alcuni aspetti prelogici del linguaggio: la scomposizione del testo in fonemi, il ricorso a unità sonore prodotte dalla frantumazione sillabica, le frequentissime interiezioni, le onomatopee in perfetto stile futurista ecc.). In Non sempre ricordano, dunque, acquista grande importanza la parola deformata, spezzata e ridotta a puro suono istintivo e ancestrale (con valenze espressionistiche)...   virgolette chiuse

Patrizia
Cavalli


Mario Buonofiglio, Sull’«endecasillabare» di Patrizia Cavalli o il fiore di datura, in «Il Segnale», XXXII (2013), 96.
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virgolette aperte   E la poesia è, per Patrizia Cavalli, un'espressione della libertà della parola e del libero pensiero rispetto al modello biologico–meccanico rappresentato dal corpo e dagli organi preposti al linguaggio, anche se è ingabbiata in schemi e ritmi tradizionali non superabili a livello conscio. In L'“angelo labiale”, per esempio, subito dopo l'apparizione dell'angelo i versi si stabilizzano prendendo la forma dell'endecasillabo canonico di 6ª...   virgolette chiuse

Gruppo 63

Mario Buonofiglio, Per i 50 anni del Gruppo 63, in «Il Segnale», XXXIII (2014), 97. Conferenza con presentazione testi: Pagliarani, Niccolai, Vicinelli, Sanguineti.
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virgolette aperte   Il Gruppo 63 è stato istituzionalizzato? Le opere che ha prodotto sono diventate, a cinquant'anni di distanza, delle semplici merci riciclate dall'industria culturale? Il problema se l'era già posto all'inizio uno degli esponenti più lucidi del gruppo, Edoardo Sanguineti (1930-2010), in un saggio intitolato Sopra l'avanguardia, apparso su «Il Verri», n. 11, datato 1963 (notate la data!). Edoardo Sanguineti è tra i primi ad avvertire che «anche l'arte d’avanguardia finisce per cadere nel circolo del consumo, e entra nel “museo”» (Giulio Ferroni).   virgolette chiuse

Dino
Campana


Mario Buonofiglio, Su un apparente movimento ritmico nel frammento “Barche amorrate” di Dino Campana, in «Il Segnale», XXXIII (2014), 98.
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virgolette aperte   All'interno dei versi, la vocale «e» rappresenta le vele delle barche, ossia il veleggiare, la libertà e ciò è suggerito anche visivamente (la consonante elle suggerisce all'occhio l'alberatura delle barche, tutte in fila): le vele le vele le vele. La vocale «o» rappresenta invece l'elemento opposto...   virgolette chiuse

Luigi
Cannillo


Mario Buonofiglio, Un efficace crash test(o) esistenziale nella Galleria del vento di Luigi Cannillo, in «Capoverso», n. 28, giu.-dic. 2014.
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virgolette aperte   La Galleria del vento è (utilizzando un termine informatico) una “macchina virtuale” all'interno della quale l'autore simula gli effetti disastrosi di un'accelerazione esistenziale che va incontro alla “potenza del vuoto” (alla morte, declinata nella sezione “L'ordine della madre” come esperienza del lutto)...   virgolette chiuse

Giovanni
Pascoli


Mario Buonofiglio, Lampi e cortocircuiti (Il linguaggio binario nel “Lampo” di Pascoli), in «Il Segnale», XXXIII (2014), 99.
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virgolette aperte   “Il lampo” è costruito con un meccanismo simile a quello dei componenti elettronici, che funzionano in on/off, cioè con le condizioni di acceso spento oppure di suono/pausa...   virgolette chiuse

Eugenio
Montale /
Gabriele
D'Annunzio


Mario Buonofiglio, Eugenio Montale e l'inquilino scomodo. (Un omicidio letterario mancato: perché Montale non ha ucciso D'Annunzio?), in «Pentèlite. Scritture letterarie di Sicilia», nuova serie, anno 1, numero 0, 2014.
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virgolette aperte   Il poeta ligure, negli anni in cui raccoglieva gli ossi di seppia sulle spiagge, coabitava poeticamente con D'Annunzio (il poeta grande che viveva nella stanza a fianco e che era meglio però non presentare agli amici)...   virgolette chiuse

Franco
Buffoni


Mario Buonofiglio, Le passeggiate Jucci-Buffoni e il rinvenimento della poesia-mammut, in «Il Segnale», XXXIV (2015), 100.
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virgolette aperte   In Jucci si ritrovano alcuni gruppi di suoni, che generano i ritmi portanti all'interno dei testi e tendono a diventare anche dei raggruppamenti di “significato”. Le figure di suono, fondamentali in Jucci, non hanno mai una semplice funzione allitterativa o imitativa, ma tendono a organizzarsi anche secondo un “senso”. Da qui l'importanza, all'interno dei versi, della funzione fono–ritmica delle sillabe contro gli aspetti più propriamente “ritmici” legati agli ictus sillabici, tipici della versificazione tradizionale...   virgolette chiuse

Valerio
Magrelli


Mario Buonofiglio, Le istituzioni metriche, i versi “black bloc” e le sinapsi degli oggetti nella poesia di Valerio Magrelli, in «Il Segnale», XXXIV (2015), 101.
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virgolette aperte   Magrelli inserisce, in alcuni casi, un verso “zeppa” fuori ritmo (un verso “black bloc” all'interno delle istituzioni metriche). Nel testo “Sangue Amaro” il “refrain” «Io faccio Sangue Amaro» è, per es., un settenario; ma l'aggiunta, nel penultimo verso, della forma riflessiva apparente (il «mi» che sottolinea la presenza dell'io) introduce un ictus “estraneo” trasformando il settenario «Io faccio Sangue Amaro» in un ottonario: «Io mi faccio il Sangue Amaro»...   virgolette chiuse

Tomaso
Kemeny


Mario Buonofiglio, La timeline bidirezionale nella poesia di Kemeny con alcuni appunti sulla versificazione, in «Capoverso», n. 30, lug.-dic. 2015.
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virgolette aperte   L'intera silloge, che assorbe il titolo della ballata “Una scintilla d'oro a Castiglione Olona”, è costruita su un continuum temporale bidirezionale, su una timeline (linea del tempo) lungo la quale viene disatteso, più volte, il principio di causalità. Perché non è assolutamente certo ciò che accade prima e ciò che, invece, accade dopo...   virgolette chiuse

Giancarlo
Majorino


Mario Buonofiglio, Neolingua e «seconda poesia» in Giancarlo Majorino, in «Il Segnale», XXXIV (2015), 102.
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virgolette aperte   Il verso lungo di Majorino è generalmente costruito su delle unità ritmiche di base che coincidono perlopiù con dei versi canonici. All'interno di questo le parole si respingono e si attraggono, mutano spesso forma come dei virus attaccando il sistema linguistico a tutti i livelli. Si creano così anche dei neologismi, delle “repliche” «similidissimili» di parole che tendono a prendere le distanze (anche tipografiche) dalle altre collocandosi, in maniera naturale, all'interno di unità ritmiche distinte o, al contrario, nella stessa unità...   virgolette chiuse

Lelio
Scanavini


Mario Buonofiglio, La poesia “a cura di”: l'annullamento della figura del poeta in Lelio Scanavini. Dalla lirica tradizionale alla poesia concettuale (1965-2000), in «Pentèlite. Scritture letterarie e divagazioni artistiche», nuova serie, anno 2, n.1, Siracusa, Morrone Editore, 2015 (testo revisionato).
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virgolette aperte   Nel 2000 l’editriceI Dispari pubblica quattro volumi nella collana “Hacker”. Sono delle prove di “poesia concettuale” pura, a cura di Lelio Scanavini. I quattro volumi raccolgono poesie di: Umberto Eco (critico letterario e scrittore), Gherardo Colombo (magistrato), Roberto Formigoni (politico), Renato Dulbecco (scienziato). [...] Inutile dire che dietro le liriche c'è la mano abile di Lelio Scanavini: si tratta di un'operazione culturale, nella quale il poeta si nasconde dietro la figura del “curatore” e, utilizzando brani di discorsi e interviste di personalità pubbliche, continua anonimamente a produrre versi...   virgolette chiuse

Franco
Marcoaldi


Mario Buonofiglio, «Risonanze» del cantico di Francesco d’Assisi nel mondo di Franco Marcoaldi, in «Il Segnale», XXXIV (2016), 103.
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virgolette aperte   L'unione di “tucte” le creature è definitivamente frantumata ne Il mondo sia lodato: la visione religiosa di Francesco è confinata in uno spazio siderale lontanissimo...   virgolette chiuse

Giacomo
Leopardi


Mario Buonofiglio, L'inquietudine ritmica dell'in(de)finito. (Rileggere ritmicamente l'“Infinito” di Leopardi), in «Il Segnale», XXXV (2016), 104.
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virgolette aperte   Nella presente rilettura ritmica dell'“Infinito” si cercherà di misurare il sottile equilibrio tra lo schema metrico (che è sempre astratto) degli endecasillabi e il significato delle parole, perché in questa allucinazione linguistica leopardiana il senso e il ritmo dei versi non sono sincronizzati quasi mai, ma continuano ad oscillare creando nel lettore un effetto di straneamento linguistico, che diventa anche inquietudine esistenziale...   virgolette chiuse

Pancrazio
Luisi


Mario Buonofiglio, Poesia “euclidea” e “non-euclidea” nel Punto di Lagrange di Pancrazio Luisi, con alcuni appunti sulla versificazione in «Capoverso», n. 32, lug.-dic. 2016.
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virgolette aperte   Accanto alla geometria (poetica) euclidea, utilizzata per calcolare i valori della poesia tradizionale, ci sono le nuove geometrie (poetiche) non euclidee, che consentono di aprire altre possibilità esistenziali e di esplorare nuove forme di scrittura...   virgolette chiuse

Cesare
Viviani


Mario Buonofiglio, La distanza tra la «casa» e il «bosco» in Cesare Viviani, in «Il Segnale», XXXV (2016), 105.
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virgolette aperte   In Osare dire (2016) di Cesare Viviani i versi tracciano una mappa nella quale è descritta , da una parte, la «casa» e, dall'altra, a una certa distanza (a una distanza n che il poeta cerca di determinare), il «bosco». C'è quindi la «casa» e, più in là, il «bosco»; e, tra la «casa» e il «bosco», è possibile seguire alcuni sentieri, più o meno marcati...
Sentieri interpretativi segnalati: Propp, Heidegger, dantesco-letterario, psicanalisi, Sartre.
  virgolette chiuse

Cesare
Viviani


Mario Buonofiglio, Imperfĕctu(m). L'imperfetto grammaticale e esistenziale nella poesia di Cesare Viviani, in «Il Segnale», XL (2020), 116.
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virgolette aperte   Il rapporto con la realtà esterna delle cose e con gli altri, esperito come allontanamento e distanza (ed è ciò che accadeva in Osare dire), viene ora problematizzato attraverso una riflessione sul tempo, che non è solo personale e privato perché l' imperfetto fabulativo è anche un tempo letterario...   virgolette chiuse

Gëzim
Hajdari


Mario Buonofiglio, L'esilio nel Canone occidentale: un chiasmo nella poesia di Gëzim Hajdari, in «Il Segnale», XXXVI (2017), 106.
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virgolette aperte   In Gëzim Hajdari è visibile uno sforzo sempre maggiore, concentrato soprattutto nei libri Spine nere (2004) e Maldiluna (2005), di innestare la propria poesia e, perfino, la propria vicenda personale all'interno delle esperienze letterarie italiane e, quindi, in ultima analisi, del Canone occidentale. Non è un caso che a questo periodo risalga anche il Poema dell’esilio (2005), che è forse il libro contemporaneo che più si avvicina, per intentio alla Divina commedia di Dante. [...] Relativamente agli autori italiani, al momento non sono stati ancora messi in evidenza e studiati a fondo, per la loro importanza, gli echi foscoliani e montaliani all'interno delle opere di Gëzim Hajdari. [...] Gli echi letterari si intensificano moltissimo se leggiamo “Dora Markus”; il confronto tra il testo montaliano e i versi di Hajdari vuole essere un piccolo contributo allo studio delle opere hajdariane...

SI VEDA IN PARTICOLARE L’ULTIMO PARAGRAFO “ECHI FOSCOLIANI E MONTALIANI NELLA POESIA DI HAJDARI CON UN ESEMPIO DI ANALISI: ‘DORA MARKUS’ ”, ALLE PAGG. 22-23.   virgolette chiuse

Gëzim
Hajdari


Mario Buonofiglio, Il Vallo di Adriano. Le dislocazioni dello ‘straniero’ e l’esilio inglese di Gëzim Hajdari come nuovo ‘limes’ letterario in «Il Segnale», XL (2021), 118.
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virgolette aperte   Composta da episodi ambientati nella città di Frosinone («per le strade», «al negozio del pane», «in via del Cipresso», «al bar vicino casa», «davanti all’Accademia di Belle Arti»), la poesia che contiene il verso «Cresce dentro di me un uomo straniero» [titolo anche della raccolta] ha diversi tempi narrativi, a proposito dei quali è possibile osservare come la memoria hajdariana non sia completamente imbrigliabile nella logica grammaticale della narrazione biografica, perché il tempo, in questi versi, non scorre in maniera lineare; infatti, anche i racconti retti da verbi al passato prossimo (incluso l’incontro con giornalista, dove sopravvive il passato remoto) si concludono, come il primo e l’ultimo, con il presente indicativo che tende ad assumere una funzione gnomica (l’espressione «Cresce dentro di me un uomo straniero» ha quindi un valore di sentenza)…   virgolette chiuse

Francesco
Fusca


Mario Buonofiglio, Frantumi ritmici di un'esistenza. Analisi metrica di “Ce ne andremo soltanto...” di Francesco Fusca, in «Pentèlite», nuova serie, anno IV, numero 3, 2017.
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virgolette aperte   Questo saggio è stato scritto su dei foglietti, in due o tre giorni, nei ritagli di tempo. Piegati, messi in tasca. Alcuni di questi sono andati perduti. Forse era il loro destino (tipografico). E forse nessuno si accorgerà che mancano. Ho messo dunque insieme i frammenti ritrovati, ho cercato di dar loro un ordine. Non so se ci sono riuscito. Non aveva senso cercare di ricostruire il saggio. Era nato così. Come non aveva senso cercare di ricostruire quei due o tre giorni della mia vita...   virgolette chiuse

Milo
De Angelis


Mario Buonofiglio, Milo, l'atomo-pallone di Lucrezio e la partita nella Cappella Sistina, in «Il Segnale», XXXVI (2017), 108.
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virgolette aperte   Un'immagine può essere esemplificativa per capire la distanza millimetrica che divide l'individuo dalla realtà: nella Creazione di Adamo della Cappella Sistina Dio crea l'uomo a propria immagine e “somiglianza”; se Dio è la realtà delle cose (lucrezianamente: la rerum natura) e Adamo è l'uomo, lo spazio della poesia è contenuto nella brevissima e infinita distanza tra le due dita che quasi si toccano: c'è quindi una «differenza ontologica», ma anche una somiglianza (Somiglianze è il titolo del primo libro, inizialmente intitolato Esterno), espressa da una distanza di millimetrica (Millimetri è appunto il secondo libro)...   virgolette chiuse

Maurizio
Cucchi /
Salvatore
Quasimodo


Mario Buonofiglio, Cucchi e Quasimodo tra lamiere, ingranaggi, carri e ruote, in «Il Segnale», XXXVII (2018), 110.
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virgolette aperte   Nella poesia di Maurizio Cucchi c'è una vera e propria “archeologia degli oggetti” (si pensi, per esempio, all'attenzione quasi maniacale rivolta verso gli oggetti nel Disperso, il suo primo libro); è una ricerca delle cose, recuperate attraverso la memoria, ma che restano comunque degli oggetti esterni (così come li percepiamo comunemente oggi), che in Vite pulviscolari (2009) si sviluppa in due direzioni temporali: la prima relativa alla biografia del poeta, tende a coincidere con un recupero memoriale degli oggetti dell'infanzia [...]; la seconda, dominata dalla nostalgia dell'“età del ferro”, è addirittura un'analessi che ci riporta (catapultandoci addirittura) nella preistoria, alle origini dell'avventura umana, con un rimando ideale alla “struttura originaria” degli oggetti...   virgolette chiuse

Maria
Grazia
Calandrone


Mario Buonofiglio, Metamorphosis. Le mutazioni antropologiche in Maria Grazia Calandrone, in «Il Segnale», XXXVII (2018), 111.
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virgolette aperte   Nella tassonomia del Bene morale viene superato il concetto di individualità e di naturalità (presente in Ovidio), ma anche di innaturalità e di peccato (come in Dante). Il concetto di colpa o, meglio, di responsabilità, in Calandrone è trasferito dall'individuo alla società, è quindi soprattutto una questione politica e morale (e il titolo Il bene morale mette in evidenza proprio questo aspetto)...   virgolette chiuse

Pier
Paolo
Pasolini


Mario Buonofiglio, Appunti sulle Ceneri di Gramsci di Pasolini come risposta anti-ideologica ai Sepolcri del Foscolo, in «Il Segnale», XXXIX (2019), 114.
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virgolette aperte   Contro l’idea della storia monumentale (e quindi di un “cimitero monumentale”) prospettata nei Sepolcri, Pasolini recupera e valorizza positivamente la parte ossianica del carme perché è proprio in questi endecasillabi che il poeta delle «ceneri» individua dei collegamenti con l'attualità e con la vita reale, ossia la «corporea, collettiva presenza» (VI, 16) del «popolo di animali» (VI, 20) che vive nelle periferie industriali…   virgolette chiuse

Antonella
Anedda


Mario Buonofiglio, Ritornare a Tacito, in «Il Segnale», XL (2020), 117.
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virgolette aperte   Ma il rigore storico e la riproposizione della visione antropologica negativa che emerge dalle pagine di Tacito non è il risultato dell’applicazione a tavolino di un modello astratto (per quanto suggestivo), perché questo modello è declinato al presente: come accennato, [in Historiae] l’autrice seleziona e interpreta i fatti, ha gli occhi fissi su quello che sta accadendo. Ce lo spiega con straordinaria chiarezza nella poesia “Macchina” (la cui seconda parte è efficacemente riproposta sulla copertina della “bianca” Einaudi […]. "Macchina" è un testo paradigmatico; in esso l’autrice si muove «in parallelo» tra presente e passato: la prima parte (versi 1-9) contiene il riferimento all’antica Roma (si noti l’ambito semantico relativo all’attività bellica: l’«arto di ferro», l’«ariete», «un ordigno», «un artiglio» e la «machina» che rimanda ai marchingegni antichi attraverso una scrittura che sembra simulare lo stile delle “istruzioni per l’uso” della macchina per scrivere); la seconda parte (versi 10-17), invece, presenta una riflessione disincantata sul tempo che passa con un colpo d’occhio che coglie il senso dell’esistenza all’interno della “machina” della storia…   virgolette chiuse

Giovanna
Cristina
Vivinetto


Mario Buonofiglio, Le mani nominano. Su Dolore minimo e Dove non siamo stati di Giovanna Cristina Vivinetto in «Il Segnale», XL (2021), 118.
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virgolette aperte   È in Dolore minimo che Vivinetto scopre l’altra mano prendendo coscienza che per dialogare con sé stessi e per aprirsi agli altri (direbbe Sartre) occorre anche l’altra mano o la mano dell’altro...   virgolette chiuse

Gabriele
d'Annunzio


Mario Buonofiglio, Il calendario reale nascosto nell'Alcyone di d'Annunzio, in «Il Segnale», XLI (2022), 121.
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virgolette aperte   Questo articolo aggiunge ora alle acquisizioni degli studiosi una scoperta, l’individuazione all’interno della struttura dell’Alcyone e del diario ideale di un vero e proprio calendario reale: organizzando a tavolino la struttura definitiva del libro, a partire dalla suggestione, a mio parere di origine petrarchesca, di un diario giornaliero, d’Annunzio costruisce un calendario [...] nel quale a ogni giorno della stagione alcionia estiva corrisponde realmente una lirica...   virgolette chiuse

Critica letteraria
Saggi e articoli critici in formato digitale

Simonetta
Longo


Mario Buonofiglio, L'ultima emozione della maga Circe. (Un’interpretazione della lirica "La maga" di Simonetta Longo), in «Alla volta di Leucade», blog letterario a cura di Nazario Pardini, 2012.
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virgolette aperte   Ulisse ha alzato le vele e naviga verso la sua petrosa Itaca, ora che il sole sta tramontando sul mare immergendosi tra le onde, e la tenebra giunge. E, all'improvviso, il marinaio sente un brivido, avverte che la maga sta scrutando l'orizzonte dalla spiaggia. Sente il sibilo, quasi impercettibile, della sua lingua…   virgolette chiuse

Lelio
Scanavini


Mario Buonofiglio, La città distorta in Litosfera di Lelio Scanavini, ebook In realtà, la poesia (IRLP), Quaderno di critica letteraria, vol. 21, 2014. [ebook]
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virgolette aperte   Negli anni ’70, Scanavini dipinge, non scrive. È un desiderio di sintesi che nasce da una tensione alla semplificazione; ma è anche, al contempo, una reazione ai cromatismi descrittivi della lirica tradizionale. Le immagini della città sono bidimensionali, e dunque senza prospettiva; i colori appaiono puri, non sfumati [...]. Quello rappresentato è un mondo quasi concettuale, mentale, creato con un procedimento tecnico comune a molti artisti del secondo dopoguerra...   virgolette chiuse

Passione
Poesia


Mario Buonofiglio, La struttura dell'antologia poetica contemporanea: verifica dei criteri selettivi in Passione poesia, a cura di Aglieco, Cannillo, Iacovella (2016), in «Pelagos», rivista digitale a cura di Umberto Piersanti, 2017.
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virgolette aperte   L'idea di eliminare, per quanto possibile, la figura “autoritaria” del critico (l'accezione non è negativa) è innovativa all'interno del panorama editoriale, ma presenta problemi pratici (come assemblare i materiali testuali? quale ordinamento preferire?) e teorici (quali testi accogliere? chi sceglie i testi?)...   virgolette chiuse

Recensioni
Pubblicate su riviste cartacee

Amos
Mattio


Recensione della silloge: Amos Mattio, Il vizio di sistema, Italic Pequod, Ancona, 2013, in «L'immaginazione», anno trentesimo, n. 279 gen.–feb. 2014, Manni Editori.
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virgolette aperte   Che cos'è precisamente il vizio di sistema a cui allude, anche nel titolo, Amos Mattio? Il vizio si sistema è, innnanzitutto e perlopiù, l'indizio di un malfunzionamento esistenziale o di un vizio sistematico all'interno dei meccanismi umani. A tal proposito, nello storico dizionario del Tommaseo, alla voce Sistema si legge:“ Per sistema, è locuz. avverb. che vale: Per vizio, Per abitudine, Per deliberato proposito”. Com'è evidente anche dal lemma, vizio e sistema sono, in qualche modo, collegati l'uno all'altro. Non sono separabili...   virgolette chiuse

Maddalena
Capalbi


Recensione della silloge: Maddalena Capalbi, Nessuno sa quando il lupo sbrana, La Vita Felice, Milano, 2011, in «Il Segnale», XXXII (2013), 94.
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Altre scritture
Testi creativi e racconti su riviste cartacee

Istantanee

Mario Buonofiglio, Istantanee, in «Il Segnale», XXXIX (2019), 114. [Microstorie tra letteratura e realtà]
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virgolette aperte   L'ultima sigaretta è un ricordo di Andrea Camilleri, la frase conclusiva in siciliano è un adattamento dall'incipit del suo romanzo storico Il re di Girgenti, l’opera a cui teneva di più. Naturalmente, lo scrittore ha taciuto sulle sue preferenze letterarie durante l'interrogatorio condotto dal commissario Montalbano nella questura di Vigàta il 17 luglio 2019. Camilleri, riferiscono i giornali, ha lasciato l'ufficio pubblico alle ore 8:20 e si è allontanato accompagnato dai familiari.   virgolette chiuse

Istantanee2

Mario Buonofiglio, Istantanee2, in «Il Segnale», XL (2020), 116. [Microstorie tra letteratura e realtà]
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virgolette aperte   Il dottore estrasse un foglio dal cassetto e iniziò a scrivere la lettera, che cominciava così: «Illustrissimo collega, le segnalo il caso di un paziente che si è presentato questa mattina nel mio studio affermando di chiamarsi Polifemo come il ciclope dell'Odissea. Il nome del paziente è Adolf H***, pittore di professione…». E mentre il giovane continuava a gesticolare l'oculista terminò la missiva, la firmò e sulla busta scrisse: Illustrissimo dott. Freud, Berggasse 19, 1090 Wien, Austria.   virgolette chiuse

Istantanee3

Mario Buonofiglio, Istantanee3, in «Il Segnale», XL (2021), 119. [Microstorie tra letteratura e realtà]
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virgolette aperte   Il turista guardò attraverso il vetro del bar ‘O cafè niro© situato in un vicolo del centro storico: all’interno, sedute attorno ai tavolini, c’erano delle persone che chiacchieravano in coro, in posa come ll’anime ‘o Priatorio (la frase l’aveva letta nella guida turistica).   virgolette chiuse

Heinrich
Hinata
Nakamura


Mario Buonofiglio, Il Quaderno privato dello haiku di Heinrich Hinata Nakamura, in «Il Segnale», XL (2020), 117. [Un poeta giapponese contro il Terzo Reich]
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virgolette aperte   La forma dello haiku, in Nakamura, diventa un originale strumento per annullare le barriere linguistiche e interpretare il presente con gli strumenti dell’antica forma letteraria giapponese; è la natura stessa, sintetizzata negli haiku con i lievi e leggeri «disegni» (i kanji, gli ideogrammi) di piante e animali, che si ribella e reagisce alla guerra: le rane «gracchiano» e il bambù, come nel dipinto di Munch, «urla». [...] Sono chiare quindi le ragioni per le quali il libro di haiku, seguendo la sorte degli altri testi di Nakamura, non fu mai pubblicato in Germania durante il regime hitleriano o nella terra del Sol levante, neppure nel periodo postbellico [...]   virgolette chiuse

Heinrich
Hinata
Nakamura


Cinque haiku di Heinrich Hinata Nakamura, a cura di Mario Buonofiglio in «Il Segnale», XL (2021), 118. [Un poeta giapponese contro il Terzo Reich]
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virgolette aperte   Un segno rosso
sulla neve nel campo*
– non è il papavero.
  virgolette chiuse

* Lager, in tedesco, all’interno del testo giapponese.


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INDICE
saggi su riviste cartecee
Il suono di sottofondo della città e i turbamenti ritmici della Carla del Pagliarani
Linguaggio ancestrale e sperimentazione linguistica nell’opera di Vicinelli
Sull’endecasillabare di Patrizia Cavalli o il fiore di datura
Per i 50 anni del Gruppo 63. Presentazione testi di Pagliarani Niccolai Vicinelli Sanguineti
Su un apparente movimento ritmico nel frammento Barche amorrate di Campana
Un efficace crash test(o) esistenziale nella Galleria del vento di Cannillo
Lampi e cortocircuiti. Il linguaggio binario nel Lampo di Pascoli
Montale e d'Annunzio l'inquilino scomodo
Le passeggiate Jucci-Buffoni e il rinvenimento della poesia-mammut
Le istituzioni metriche, i versi black bloc e le sinapsi degli oggetti in Magrelli
La timeline bidirezionale nella poesia di Kemeny con alcuni appunti sulla versificazione
Neolingua e seconda poesia in Majorino
La poesia 'a cura di': L'annullamento della figura del poeta in Scanavini
Risonanze del cantico di Francesco d’Assisi nel mondo di Marcoaldi
L'inquietudine ritmica dell'In(de)finito di Leopardi
Poesia 'euclidea' e 'non-euclidea' nel Punto di Lagrange di Luisi con alcuni appunti sulla versificazione
La distanza tra la 'casa' e il 'bosco' in Viviani
Imperfĕctu(m). L'imperfetto grammaticale e esistenziale in Viviani
L'esilio nel Canone occidentale: un chiasmo nella poesia di Hajdari
Il Vallo di Adriano. Le dislocazioni dello ‘straniero’ e l’esilio inglese di Hajdari come nuovo ‘limes’ letterario
Frantuni ritmici di un'esistenza. Analisi metrica di Ce ne andremo soltanto... di Fusca
L'atomo-pallone di Lucrezio e la partita nella Cappella Sistina in De Angelis
Cucchi e Quasimodo tra lamiere, ingranaggi, carri e ruote
Metamorphosis. Le mutazioni antropologiche in Calandrone
Appunti sulle Ceneri di Gramsci di Pasolini come risposta anti-ideologica ai Sepolcri del Foscolo
Ritornare a Tacito. Sulle Historiae di Anedda
Le mani nominano. Su Dolore minimo e Dove non siamo stati di Vivinetto
Il calendario reale nascosto nell'Alcyone di d'Annunzio
saggi in formati digitali
L'ultima emozione della maga Circe in Longo
La città distorta in Litosfera di Scanavini
La struttura dell'antologia poetica contemporanea: verifica dei criteri selettivi
recensioni
Amos Mattio, Il vizio di sistema
Maddalena Capalbi, Nessuno sa quando il lupo sbrana
altre scritture
Istantanee. Microstorie tra lettura e realtà
Istantanee2
Istantanee3
Il Quaderno privato dello haiku di Heinrich Hinata Nakamura a cura di M. Buonofiglio. Un poeta giapponese contro il Terzo Reich
Cinque haiku contro il Terzo Reich di Heinrich Hinata Nakamura a cura di M. Buonofiglio
Mario Buonofiglio
© 2003-2022 Mario Buonofiglio